Il Pensiero laterale di Francesco Libetta

Il Pensiero laterale di Francesco Libetta

Chopin selon Chopin

di Salvatore Orlando

“Il pensiero laterale è la disponibilità a cambiare intenzionalmente modello all’interno di un sistema basato su modelli.” «Vi sono persone che partoriscono sempre nuove idee e altre che sebbene intelligenti sono del tutto incapaci. Il problema principale è che chi ragiona per logica difficilmente avrà creatività. La creatività è anche il frutto di imprevedibilità. Da qui diciamo che le persone logiche hanno un pensiero verticale e quelli fecondi di idee, un pensiero laterale. Chi è veramente abile nell’uso del pensiero laterale, non ha bisogno di modelli» 

Edward De Bono

Queste frasi evidenziano l’importanza di rimanere aperti a nuove prospettive e approcci, evitando di rimanere intrappolati in schemi di pensiero rigidi che ostacolano il progresso e la cultura.

La musica, come la pittura, è un’arte misteriosa, soggetta a fraintendimenti quando si tratta di formulare giudizi estetici ed espressivi. 

È fondamentale distinguere tra un giudizio scientifico e tecnico e uno artistico. Oggi, i critici si concentrano molto sulla fedeltà filologica al testo, un aspetto giusto per un obbligo morale verso il compositore; tuttavia, l’artista offre all’opera la propria fedeltà e la capacità intuitiva di adesione geniale.

 Il pianista Salentino  Francesco Libetta è rinomato per la sua vasta cultura musicale e preparazione, che lo rendono un interprete di grande valore, capace di cogliere e trasmettere le sfumature delle opere che esegue. La sua carriera è costellata da testimonianze che attestano la sua posizione nel panorama musicale. Tuttavia, come molti artisti di successo, può essere oggetto di critiche non costruttive e attacchi gratuiti di chi non riesce a riconoscere il valore del suo lavoro. Libettaha scioccato il mondo della musica eseguendo per primo in concerto gli studi di Chopin nella trascrizione di Leopold Godowsky. Questa impresa ha non solo dimostrato la sua straordinaria abilità tecnica, ma ha anche aperto nuove strade in un’epoca in cui il pianismo mondiale non era ai livelli di oggi. È diventato un modello per molti giovani pianisti, ispirandoli a esplorare e superare i limiti tradizionali.

Oggi, Libetta potrebbe attirare di critiche simili a quelle che colpirono Glenn Gould, entrambi unendo cultura e qualità nelle loro esecuzioni. I due pianisti condividono curiosità e coraggio, sfidando le convenzioni e portando freschezza nel panorama musicale ma vittime di attacchi feroci, per Gould attenuati  dopo la sua morte,  per Libetta attuali. Il talento va riconosciuto in vita, i morti sono sempre tutti eccellenti.

Libetta è un vero Gentiluomo che riconosce il valore altrui, ha un bellissimo rapporto con i suoi studenti che lo chiamano «Maestro tu», lo rispettano e lo amano. La sua umiltà e il rispetto per la musica e per gli altri artisti lo rendono un grande esempio da seguire, cosa rara tra pianisti. Accoglie le critiche con grande rispetto e si difende solo con la verità, dimostrando una grande integrità artistica.

Si esprime con sincerità, cercando di rivelare l’essenza delle opere che interpreta. Le sue esecuzioni aprono nuovi orizzonti di pensiero e ci invitano a riflettere sul significato della musica. Ascoltarlo è un’esperienza che ci spinge a guardare dentro noi stessi.

Ha ricevuto nel corso della sua carriera recensioni da firme autorevoli del settore: “The New York Times”, Harold Schönberg, scrive: «maestro di ogni periodo o stile, Libetta è il migliore rappresentante del gusto moderno […] che considera il virtuosismo non come funambolismo, ma come un mezzo, dove il significato musicale è più importante di un tecnica che lascia allibiti.» Matthew Gurewitsch («aristocratico poeta della tastiera con il profilo e il portamento di un principe rinascimentale» – Le Monde de La Musique «l’erede di Moritz Rosenthal, di Busoni e di Godowsky». Riconoscimento del suo valore e della sua importanza nel panorama musicale contemporaneo.

Giudizi che sebbene possano apparire iperbolici, rappresentano un’analisi profonda e rispettata da parte di critici musicali autorevoli, che lo hanno elogiato per la sua straordinaria capacità di evocare emozioni ma principalmente stimolare riflessioni. La sua musica invita a un’introspezione profonda, trasformando l’ascolto in un momento di meditazione.

Comprendere il pensiero di  Libetta significa riconoscere il suo significativo contributo alla musica e al coraggio dimostrato nell’esplorare nuove strade. La sua arte merita di essere apprezzata e rispettata, a dispetto di tutte le critiche che possa ricevere. E’ un pianista che ha segnato un’epoca nel panorama musicale, e il suo approccio innovativo ha avuto un impatto profondo su molti altri pianisti, in particolare per quanto riguarda gli studi di Chopin/Godowsky.

Il suo album «Chopin selon Chopin» lo vede ancora pioniere nel suo approccio al pianoforte, offre una nuova visione delle opere di Chopin. La sua interpretazione va oltre la semplice riproduzione; è un invito alla riflessione e alla meditazione. Un Album che non è solo un insieme di brani, ma un vero e proprio viaggio musicale che incoraggia l’ascoltatore a esplorare la musica di Chopin  in modo innovativo. La circolarità e la profondità delle sue interpretazioni offrono un’esperienza unica.

A differenza di molti pianisti che si concentrano sulla pura virtuosità, Libetta cerca di riscoprire la tradizione. Con il suo lavoro, ha rimosso i «restauri» dalla musica, rivelando l’essenza autentica delle opere di Chopin, proprio come si fa con un’opera d’arte. La sua musica invita a una riflessione profonda, permettendo agli ascoltatori di riscoprire le opere del grande Polacco in una luce nuova e autentica.

Libetta ha tracciato un nuovo sentiero per i giovani pianisti, incoraggiandoli a esplorare nuove interpretazioni e a non temere il cambiamento. La sua influenza è già evidente anche in musicisti giovani che si ispirano al suo lavoro. Ad esempio, un pianista orientale ha realizzato di recente un demo su uno studio di Chopin, seguendo le orme di Libetta e dimostrando così già la sua eredità.

Il mondo dei media, purtroppo è spietato, e Libetta affronta i contrasti  con serietà, consapevole che le recensioni elogiative, messe di seguito possono sembrare eccessive, ma alla faccia di tutti esistono, e se le è meritate sul campo e sono frutto di un’analisi profonda e autorevole.

In sintesi, Francesco Libetta non è solo il pianista virtuoso che conosciamo, ma un innovatore che ha saputo coniugare tradizione e modernità, ispirando generazioni di musicisti. La sua arte merita di essere celebrata e rispettata. Ascoltare Libetta con un atteggiamento aperto e senza pregiudizi è fondamentale per apprezzare appieno la sua musica. 

Evitare di confrontare Libetta con altri pianisti permette di apprezzare appieno il suo stile unico, e la sua visione artistica. Ogni artista ha una voce propria, e Libetta merita di essere ascoltato per ciò che è. Prendere il tempo per riflettere su ciò che si ascolta è fondamentale. Ogni nota può evocare pensieri diversi, lasciarsi trasportare dalla musica può portare a nuove scoperte personali. La musica di Libetta non solo intrattiene, ma invita anche a una riflessione più profonda sulla tradizione musicale e sull’innovazione. 

Questo Diamante Salentino è un ponte tra il passato e il presente, e la sua interpretazione di Chopin è un esempio perfetto di questo.

Ascoltatelo in questa intervista RAI Radio3 e non lasciatevi condizionare da ciò che voi vorreste ascoltare, che è la vostra voce interiore. Lasciatevi trasportare dalla sua musica, senza paragoni e senza paraorecchie, in modo aperto e senza pregiudizi che è fondamentale per apprezzare appieno la sua arte. Libetta ha la capacità di trasportare l’ascoltatore in un viaggio emozionale unico, e ogni interpretazione è un’opportunità per scoprire nuove sfumature e profondità.

                                                                                                                     salvatore orlando napoli 20/12/2024

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